Trasferimento blog Fumo, no grazie!

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Stop al fumo in auto e nei cortili

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Nel nuovo disegno di legge proposto in parlamento il divieto di fumo di estende anche nei luoghi aperti di pertinenza di luoghi pubblici e nelle auto.
Il disegno è in esame nella commissione Igiene e Sanità del Senato ed è firmato da Ignazio Marino (Pd) e Antonio Tomassini (Pdl) e prevede anche un fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni da tabagismo.

Ci si aspettano ovvie "proteste" dei fumatori, che si sentiranno "ghettizzati" e "limitati" nel loro vizio, ma personalmente reputo questo disegno di legge molto importante per far capire ai fumatori che il loro fumo è nocivo e dà fastidio, e che non è un "diritto".
Un diritto è invece quello dei non fumatori a respirare aria pulita, anche all'esterno, anche all'aria aperta. Avete mai provato ad assistere ad un concerto all'aperto in una bella serata d'estate? Vi ritroverete con gli abiti puzzolenti di fumo, oltre che affumicati mentre ascoltate quella buona musica...
Ghettizzare i fumatori? Sì, se serve a poter respirare!

Tabagismo = fellatio: shock! Uno spot divide la Francia

Posted by Unknown | Posted in


Polemiche a non finire per una nuova campagna pubblicitaria dell'Associazione diritti dei non fumatori, che equipara il consumo di tabacco alla "sottomissione" sessuale.

Senza un minimo di provocazione non esiste messaggio pubblicitario che tenga. A volte però, si esagera. In Francia una pubblicità anti-fumo sta provocando polemiche e alimentando dibattiti. Nel manifesto della campagna si vede il profilo di un giovane con la sigaretta tra le labbra, sguardo rivolto in alto verso un adulto che gli tiene le mani sulla testa, all'altezza dei pantaloni. L'inquadratura è sapiente e la posa ambigua. Sotto, la scritta: Fumare significa essere schiavi del tabacco ". Non c'è che dire: da un punto di vista pubblicitario è davvero un lavoro coi fiocchi.

"Con la sigaretta ci impongono la peggiore delle sottomissioni", ha spiegato Marco de la Fuente, responsabile dell'agenzia BDDP & Fils, incaricati della pubblicità: "Abbiamo quindi deciso di realizzare un'immagine simbolo forte. Quello che mostriamo non è una violenza sessuale, ma una fellatio", ha proseguito sottolineando che i giovani scelti per lo spot non sono minorenni. "Abbiamo bisogno di immagini forti per sensibilizzarei giovani", ha aggiunto de la Fuente, citato dal quotidiano " 20 Minutes online".
Per Florence Montreynaud, presidente dell'associazione femminista "Chiennes de garde, "l'assimilazione della sigaretta e della sessualità dimostra la scarsa creatività dei pubblicitari. Ogni volta che non hanno idee tirano fuori la sessualità" E aggiunge: "E' scandaloso assimilare il tabagismo alla sessualità , mettere in parallelo il desiderio con una droga nociva . Questa pubblicità è sessista".

Di parere opposto è l'Associazione dei diritti dei non fumatori, che ha commissionato la campagna: "Bisogna reagire all'industria del tabacco che uccide un consumatiore su due . E' un modo necessario per parlare ai giovani che non riescono a recepire il discorso sanitario o moralizzatore". (fonte)

Uomo perde i denti a seguito di esplosione sigaretta

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Andi Susanto, trentunenne indonesiano, è il protagonista di una strana disavventura. Mentre fumava una sigaretta in sella alla sua moto, la stessa è esplosa causandogli la perdita di ben sei denti. La casa produttrice delle sigaretta, la PT Nojorono Tobacco, ha così dovuto risarcire il malcapitato con 5 milioni di rupie (circa 400 euro) e pagare le spese mediche. La polizia sta ora indagando su che cosa ha causato l’esplosione, per evitare che altre sigarette messe in commercio possano manifestare lo stesso problema. Un portavoce della società ha comunque dichiarato che non c’è nessuna ragione per credere che esista una partita di “sigarette esplosive”, anche se prima di emettere un comunicato ufficiale si attendono gli esami di laboratorio. Intanto Susanto sta ragionevolmente provando a smettere di fumare. (fonte)

SIGARETTE BIO SENZA TABACCO

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Sigarette biologiche: se ne sente parlare da tempo e finalmente sono disponibili sul mercato italiano. Promettono di offrire ai fumatori il gusto del tabacco senza però i danni che il fumo ed il tabagismo portano con sé. Il costo non è proibitivo e si vendono nelle erboristerie o su internet.

La sigaretta senza tabacco viene prodotta con erbe alternative altamente aromatiche, così da garantire al fumatore una varietà di gusti e fragranze sempre nuove: diversi studi dimostrano che questo tipo di sigarette bio aiuta a smettere di fumare, in quanto permette un approccio più soft dei tradizionali cerotti o delle capsule di nicotina, trattamenti che impongono di star lontani dalle sigarette.

Il fumo di terza mano

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Qualche giorno fa ho scritto in questo post: Diario di un non-fumatore, di quanto mi dia fastidio quell'orribile puzza di fumo che ti si attacca addosso, sui vestiti e nei capelli, quando sei costretto a stare in un ambiente nel quale si fuma o si è fumato. Oggi leggo questa notizia: Fumo: c'è anche quello di "terza mano", che spiega quanto possa essere nocivo anche il fumo che si deposita sui mobili, i tendaggi, eccetera.

Le insidie del tabacco non finiscono mai: non c’è infatti solo il pericolo per i fumatori e quello del fumo passivo, ma ad essere pericoloso (e ignorato) è anche il fumo di terza mano, ovvero quello che si deposita su qualunque superficie di ambienti interni in cui si fuma, mobili scrivania, letti, tende, e anche sui vestiti.

Giornata mondiale contro il cancro

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Oggi, 4 febbraio, è la Giornata Mondiale contro il Cancro promossa dall’UICC (Unione Internazionale Contro il Cancro).
 La LILT aderisce alla Giornata Mondiale contro il Cancro.
“Combattere il cancro con la Prevenzione” è il tema al centro della Giornata sostenuta, tra l’altro, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

"Il tabacco, da solo, è responsabile dell’80-90 per cento di tutti i tumori del polmone (ma è causa principale anche di quelli di bocca, esofago, laringe, corde vocali, vescica, pancreas, rene, stomaco e sangue) e di circa un terzo delle morti per cancro nei Paesi sviluppati. Non solo: al fumo sono associati il 30 per cento dei decessi per malattie coronariche e molte patologie cardio-respiratorie. Secondo gli esperti, quindi, dire addio alle sigarette è un imperativo da non rinviare, così come è necessario limitare il consumo di alcolici, responsabili di molte forme di cancro (bocca, gola, corde vocali, fegato, per citarne alcuni)". (Vera Martinella)

Diario di un non fumatore

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Sento ancora la puzza addosso. Ho tolto tutti i vestiti, messo fuori il giaccone a prendere aria, ma i capelli sono impregnati. Metto a lavare i panni, mi faccio una doccia, è tardi ma non resisto così. Cosa è successo? Niente di grave, sono semplicemente andata in un posto dove si fuma. Avevo avvertito della mia particolare sensibilità al fumo e per rispettarmi non hanno fumato mentre ero lì, ma tutto puzzava di fumo. I mobili, la tappezzeria, tutto! Tre ore in un posto puzzolente. Immagino chi ci vive in situazioni analoghe, o ci lavora. Chi non fuma ma subisce il fumo degli altri, chi fuma e respira la puzza anche mentre non ha la sigaretta accesa. Quando un ambiente è saturo non c'è niente da fare, non c'è finestra che tenga. Si può aprire, si può cambiare aria, ma è solo un palliativo. Ripeto, non hanno mai fumato quando ero lì presente, ma tutto su di me puzza! Un luogo privato, quindi al di fuori della legge? In realtà la legge dice che il fumo è vietato anche nei luoghi privati ma accessibili ad "utenti". Mi considero un "utente"? Protesto? E con chi? Con chi mi ha "ospitato"?

La pubblica amministrazione deve pagare se non fa rispettare il divieto di fumo

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Da cassazione.net una buona notizia. Una sentenza che condanna una pubblica amministrazione al risarcimento del danno non patrimoniale per non aver fatto rispettare il divieto di fumo nei suoi uffici.
Questo anche in mancanza di malattie collegate al fumo passivo. 
Il Tar ha accolto il ricorso di un dipendente costretto a subire il fumo passivo dai suoi colleghi di lavoro

L'Italia come la Gran Bretagna? No, certo!

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In Gran Bretagna stretta contro il fumo: dal divieto di fumare all'ingresso dei locali pubblici allo stop ai distributori e ai marchi. In Italia c'è una buona legge dal 2003, in vigore dal 2005, peccato che non venga quasi mai rispettata...
"Continuano le restrizioni, in Gran Bretagna, contro i fumatori: la segretaria del ministero della salute, Andy Burnham, ha infatti fatto in modo che il divieto di fumare all’interno di luoghi pubblici sia esteso anche agli ingressi di questi stessi locali. Sarà vietato, quindi, sostare davanti all’ingresso dell’edificio e accendersi la sigaretta, non basterà più aprire solo la porta, quindi, ma bisognerà allontanarsi anche dall’accesso al locale."
Più volte ho sostenuto infatti che sostando all'ingresso di qualsiasi locale il fumo inevitabilmente entra all'interno, inficiando l'efficacia del divieto. I volantini creati e diffusi dal sito chietiscalo.it ne danno un esempio, illustrando nel testo questo problema che va aggiunto a quelli già noti del fumo passivo.